L'economia ungherese ha continuato a espandersi nel secondo trimestre del 2026, con una crescita in moderazione dopo un primo trimestre eccezionalmente forte, sostenuto da alcune misure fiscali temporanee. Il PIL è aumentato dell'1,7% su base annua e dello 0,4% rispetto al trimestre precedente: i consumi delle famiglie e i servizi restano i principali motori dell'espansione.
Al tempo stesso, i primi segnali di una graduale ripresa delle esportazioni manifatturiere segnano un cambiamento incoraggiante nella struttura della crescita. I grandi investimenti industriali — tra cui BMW, CATL e BYD — cominciano a contribuire ai dati dell'export e della produzione industriale. La domanda esterna resta impegnativa, per via delle tensioni geopolitiche, della concorrenza cinese e delle incertezze sulla politica commerciale, ma le prospettive dell'export sono migliorate in misura contenuta. L'elettronica, sostenuta dalla domanda globale legata all'intelligenza artificiale, continua a sovraperformare e resta uno dei contributi più solidi all'export netto.
I consumi interni si mantengono resilienti, favoriti dall'andamento dei salari reali, dall'inflazione bassa, da un mercato del lavoro solido e dalle nuove misure sociali annunciate dal governo: ci si attende una crescita nell'ordine del 3-4% nel corso dell'anno. Restano invece deboli gli investimenti delle imprese, mentre gli investimenti pubblici potranno beneficiare dei progetti legati allo sblocco dei fondi del Recovery and Resilience Facility; si tratta però di progetti ad alto contenuto di importazioni, con un impatto diretto limitato sul PIL.
Alla luce dell'accelerazione delle esportazioni dei grandi progetti industriali, abbiamo rivisto al rialzo la previsione di crescita del PIL per il 2026, portandola all'1,7% dal precedente 1,3%, pur restando significativi i rischi al ribasso legati alla domanda esterna, al consolidamento fiscale e agli sviluppi geopolitici. Sul fronte del bilancio, giugno ha registrato un nuovo avanzo mensile e il disavanzo cumulato ha raggiunto 3.377 miliardi di fiorini, pari al 62% dell'obiettivo annuale rivisto; il governo si attende comunque un deficit intorno al 7,2% del PIL nel 2026.
L'inflazione resta notevolmente contenuta: quella headline è rallentata all'1,7% a giugno, mentre l'inflazione core è salita solo lievemente al 2,0%. In linea con le attese, la Banca centrale ungherese (MNB) ha proseguito il ciclo di allentamento portando il tasso di riferimento al 5,75% in luglio; le dinamiche dei prezzi rendono più probabile un tasso base al 5,0% entro fine anno. Volatilità del cambio, incertezze fiscali e sviluppi geopolitici restano i principali vincoli alla politica monetaria.