Rapporto economico · 18.09.2026

Sviluppi macroeconomici — agosto 2026

Consumi in tenuta, investimenti fermi, inflazione all'1,2%

Sviluppi macroeconomici — agosto 2026

L'economia ungherese resta caratterizzata da una struttura duale. I consumi delle famiglie continuano a fornire il motore principale della crescita e sostengono l'attività dei servizi, mentre la maggior parte dei settori produttivi è ancora in difficoltà. Fanno eccezione le industrie orientate all'export — in particolare l'automotive, le batterie e la parte di elettronica legata al ciclo globale di investimenti nell'intelligenza artificiale.

Prevediamo una crescita del PIL dell'1,6% nel 2026. Il quadro è sostenuto dal graduale miglioramento delle esportazioni, dall'entrata in produzione dei grandi progetti industriali, dall'aumento dei salari reali, dall'inflazione più bassa e da condizioni di finanziamento meno onerose; un contributo aggiuntivo può venire dagli investimenti pubblici finanziati dal Recovery and Resilience Facility e da un'edilizia residenziale più vivace. I rischi al ribasso restano però significativi: tensioni geopolitiche, incertezza sulla politica commerciale, concorrenza cinese, perdite legate alla siccità e ritardi nei grandi progetti di investimento.

La domanda interna si espande stabilmente, nell'ordine del 3-4%, sostenuta dalla crescita dei salari, da un mercato del lavoro resiliente e dalle misure sociali annunciate. Ne beneficiano soprattutto i servizi, mentre le imprese esposte ai mercati esteri possono subire una pressione sulla redditività per effetto del fiorino più forte. Gli investimenti restano la componente più debole della domanda: quelli delle imprese non hanno ancora mostrato un'inversione convincente e diversi progetti pubblici e infrastrutturali sono stati ridimensionati o rinviati.

Sul fronte dei conti pubblici luglio ha segnato un miglioramento netto: un avanzo mensile ha ridotto il disavanzo cumulato, grazie a trasferimenti europei più consistenti, a una minore spesa per interessi e a un contenimento temporaneo delle uscite. Il bilancio 2026 rivisto riconosce comunque un percorso di deficit sensibilmente più alto: l'obiettivo ufficiale è un disavanzo pari al 7,5% del PIL, con un debito pubblico atteso salire oltre il 77% prima di stabilizzarsi negli anni successivi.

L'inflazione ha continuato a sorprendere al ribasso: a luglio i prezzi al consumo sono saliti dell'1,2% su base annua, e anche l'indice di fondo si è attenuato, per effetto del calo dei prezzi alimentari, del cambio più forte e dei minori costi energetici; restano invece sotto pressione i prezzi dei servizi, spinti dagli aumenti salariali. La Banca centrale ungherese (MNB) ha proseguito l'allentamento monetario con un nuovo taglio di 25 punti base in agosto: i mercati si attendono sempre più un tasso di riferimento vicino al 5% entro la fine dell'anno, ma volatilità del cambio, rischi di bilancio e condizioni finanziarie globali possono limitare il ritmo delle prossime riduzioni.

Il 10 settembre UniCredit Bank ha tenuto, nell'ambito della serie «Prospettive macroeconomiche 2026», l'incontro online «Mi az irány?» — «Qual è la direzione?» — con il capo economista ifj. Becsey Zsolt: al centro il messaggio del bilancio suppletivo per le imprese, i temi geopolitici e le prospettive del cambio.