Bilancio 2028-2034: tagli, e ancora nessun accordo. Il 10 ottobre la Presidenza irlandese del Consiglio UE ha presentato la «Negotiating Box» rivista: un bilancio di 1.620 miliardi di euro, con risparmi dell'8% (141 miliardi) sulla proposta della Commissione. Per BusinessEurope i tagli colpirebbero soprattutto la competitività (-67 miliardi), e la nuova risorsa propria «Core» sarebbe un prelievo sul fatturato delle imprese anche in assenza di utili. Al Consiglio europeo del 15-16 ottobre l'accordo non è arrivato, e l'obiettivo di chiudere entro dicembre appare ormai lontano.
Semplificazione: il «freno d'emergenza» e il gold-plating. Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever hanno chiesto al presidente del Consiglio europeo António Costa un meccanismo che consenta agli Stati di fermare le nuove proposte legislative troppo onerose per le imprese. Ursula von der Leyen ha proposto ai 27 un «Patto contro il gold-plating», perché gli Stati non appesantiscano le direttive europee quando le recepiscono: ogni elemento aggiunto andrebbe individuato, motivato e valutato nel suo impatto su imprese e mercato unico.
Materie prime critiche: 46 nuovi progetti strategici. La Commissione ne ha selezionati 46 in 16 Stati membri, nove in Italia, per avvicinare gli obiettivi 2030 del Regolamento sulle materie prime critiche: il 10% del consumo UE dall'estrazione interna, il 40% dalla trasformazione, il 25% dal riciclo. Fra i Paesi coinvolti ci sono Polonia, Romania, Slovacchia e Bulgaria. Molti progetti riguardano la catena delle batterie, con litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, altri la difesa, l'aerospazio e i magneti permanenti.
Norme tecniche più rapide e più aperte alle PMI. La Commissione ha proposto di modernizzare il sistema europeo di normazione: scadenze più chiare per le norme richieste, rappresentanza effettiva delle piccole e medie imprese negli organismi di normazione e un nuovo Centro di competenza. Le norme armonizzate sono lo strumento con cui le imprese dimostrano la conformità al diritto UE, dalle batterie ai prodotti da costruzione.
Intelligenza artificiale: la usa già il 42% delle PMI. Secondo l'ultimo Eurobarometro, il 42% delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione europee usa già l'IA, per lo più in modo sperimentale, e un altro 21% intende farlo. I principali ostacoli restano i costi d'investimento (50%), l'incertezza giuridica (49%) e la mancanza di competenze (48%). Il 61% delle imprese che la usano afferma che l'IA le aiuta a prendere decisioni.