Rapporto economico · 19.10.2026

Sviluppi macroeconomici — settembre 2026

Export in ripresa, consumi motore della crescita, MNB ferma al 5,5%

Sviluppi macroeconomici — settembre 2026

A fine estate le prospettive di crescita sono migliorate moderatamente, sostenute dal rafforzamento dell'export delle grandi multinazionali, mentre il calo delle costruzioni, i raccolti scarsi e la produzione persa della centrale di Paks hanno pesato sull'attività. A luglio la produzione industriale è risalita dell'1,7%, ma la ripresa manifatturiera resta circoscritta e trainata dall'export: nonostante l'avvio della produzione di BMW, BYD, CATL e di altri progetti, le esportazioni nette potrebbero aver bisogno di circa un altro anno per sostenere la crescita. La nostra previsione per il PIL resta all'1,6% nel 2026.

I progetti di trasporto finanziati dall'UE dovrebbero contribuire soprattutto nel 2027. L'edilizia residenziale è cresciuta del 40% nel secondo trimestre, ma la sospensione di Home Start e dei progetti brownfield potrebbe frenarla. I consumi privati restano il principale motore, sostenuti dalla rapida crescita dei salari reali e da misure governative per oltre 2.000 miliardi di fiorini: prevediamo che rallentino dal 4,8% del 2026 a circa il 4% nel 2027. Nell'arco di due-cinque anni, le restrizioni sui lavoratori ospiti potrebbero ridurre il PIL dello 0,2-0,8%.

Ad agosto il prefinanziamento dei progetti RRF ha portato il disavanzo mensile a 2.311 miliardi di fiorini; al netto, il deficit è stato di 124 miliardi, 115 in meno di un anno prima, grazie soprattutto a 418 miliardi di risparmi sui costi di funzionamento. I fondi RRF dovrebbero arrivare entro dicembre, lasciando invariato il disavanzo di cassa dell'anno. Il Fondo di riserva, pari a circa lo 0,5% del PIL, sostiene l'obiettivo di deficit del 7,5%.

L'inflazione è salita dall'1,2% all'1,3% ad agosto, sotto il consenso dell'1,4%, e quella di fondo resta intorno al 2% da maggio. Il prezzo internazionale dei carburanti, soprattutto del gasolio, è un rischio al rialzo: invece di un tetto generale ai prezzi, il Governo riconoscerà 5.000 fiorini al mese per veicolo negli ultimi quattro mesi dell'anno. Prevediamo un'inflazione al 2,3% a fine anno e in media vicina all'1,8% nel 2026; un gas sopra i 70 euro resta un rischio ulteriore.

A settembre la Banca centrale ungherese (MNB) ha lasciato il tasso di riferimento al 5,5%. Dal 1° gennaio 2028 l'obiettivo d'inflazione scenderà dal 3% al 2,5%, con una banda di tolleranza di un punto. Ci attendiamo che l'allentamento riprenda a novembre o a dicembre, se i rischi geopolitici si attenueranno e i mercati accoglieranno bene il piano fiscale di lungo periodo del Governo.